Il Nostro Territorio

Come Raggiungere Riolo Terme

Auto:  Autostrada A14 (Bologna-Ancona).

Per chi proviene da nord: uscita Imola, immettersi sulla SS9 Via Emilia direzione Rimini. Poco prima del centro abitato di Castel Bolognese svoltare a destra direzione Riolo Terme.

Per chi proviene da sud: uscita Faenza, immettersi sulla SS9 Via Emilia direzione Bologna. Poco dopo il centro abitato di Castel Bolognese svoltare a sinistra direzione Riolo Terme.

 

Treno: Linea Bologna-Ancona, stazione di Castel Bolognese-Riolo Terme (8 km)

 

Aereo:  Aeroporto di Bologna (50 km), Aeroporto di Rimini (80 km)

Punti di Interesse a Riolo

- La Rocca Sforzesca -

Nel 1388 i bolognesi per rafforzare il proprio dominio decisero di ampliare un “torrione” già esistente costruendo la Rocca. E’ una costruzione a pianta quadrangolare, un esempio interessante di fortificazione militare quattrocentesca, la quale assieme alla parte vecchia del paese è delimitata dalle mura. La Rocca fin dal 1472, sotto il dominio di Carlo II Manfredi, subì molte ristrutturazioni e rimaneggiamenti, con interventi non sempre opportuni, conservando comunque una sua bellezza grandiosa e di sicuro effetto.

E’ stata Sede Municipale fino al settembre 1985 e dopo oggetto di lavori di ristrutturazione, gli interventi che sono seguiti hanno investito il complesso architettonico in un modo radicale, interessando non solo la Rocca ma anche l’area circostante per il recupero pressoché integrale del fossato.

La Rocca ospita diversi momenti della programmazione culturale e museale: il Museo del Paesaggio dell’Appennino Faentino, il Museo del Parco della Vena del Gesso Romagnola, le mostre d’arte di importanza nazionale ed europea, programmi musicali e proiezioni cinematografiche, incontri culturali gastronomici.

- Lo Stabilimento Termale -

Il 10 Luglio 1870 (anno di riferimento delle ricorrenze dello Stabilimento Termale), il Consiglio Comunale approvò il progetto dell’ Ing. Antonio Zannoni per la costruzione dello stabilimento termale. Solo il 24 Luglio 1877 si aprirono ufficialmente i cancelli, donando finalmente un insediamento degno alle rinomate fonti dalle grandi virtù terapeutiche, note fin dall’antichità.

Nei secoli, gli illustri medici Giovan Battista Codronchi (1579) e Luigi Angeli (1783), effettuarono, non accolti, tentativi per la loro valorizzazione.

Solo a partire dal 1924 le autorità si occuparono delle Fonti, disciplinandone il traffico e rendendole più accessibili e protette. Le Terme di Riolo Bagni erano note per le proprietà terapeutiche delle loro acque, sulfurea e salsobromoiodica in particolare, specializzate nella cura dell’apparato digerente, dell’asma, delle affezioni alle vie respiratorie, della sordità rinogena e offrono, grazie ai fanghi naturali che sorgono spontaneamente già ricchi di sali minerali dai vulcanetti di Bergullo, terapie per la cura di reumatismi, artrosi ed esiti di traumi.

 

Dal 1993 è possibile usufruire di una grande piscina terapeutica con acqua salsobromoiodica, un moderno centro estetico, un’efficiente palestra attrezzata ed un reparto massaggi. Negli anni successivi si sono aggiunti il centro metodologie naturali (1996) ed il centro specializzato in tecniche riabilitative all’avanguardia per il recupero motorio, cardiologico, respiratorio (1999).

Un vasto bosco con alberi secolari circonda lo Stabilimento dove i padiglioni più moderni si armonizzano con le strutture originarie in stile Liberty.

A sud del Grande Hotel delle Terme si trova la chiesetta della Madonna della Salute eretta nel 1900.

- La Vena del Gesso -

Dalla valle del Sillaro fino a Brisighella, attraversando il territorio di Riolo Terme, le colline romagnole sono solcate da una spettacolare dorsale grigio argentea ben riconoscibile a prima vista, che interrompe bruscamente i dolci profili collinari conferendo un aspetto unico al paesaggio. L’affioramento, il più lungo ed imponente rilievo gessoso in Italia, si sviluppa per 25 chilometri ed ha una larghezza media di 1 chilometro e mezzo. L’area è caratterizzata da peculiari morfologie carsiche, che comprendono doline, valli cieche e numerosissime grotte tra le quali spiccano molti abissi (cavità verticali che nella zona raggiungono profondità record).

La denominazione di Vena privilegia l’utilizzo minerario del corpo roccioso da sempre sfruttato per l’estrazione del gesso. In questo contesto Monte Mauro può definirsi una delle alture più caratteristiche e suggestive della Romagna.

Qui la natura, con giochi di forme e colori, crea uno scenario incantevole e spettacolare. Tra le numerose grotte di grande interesse speleologico, quella detta del “Re Tiberio” è particolarmente interessante in quanto vi sono state reperite tracce della presenza umana risalente alla preistoria.

- Altre Attrattive -

Badia di San Pietro in Sala

La sua costruzione risale al IX secolo ad opera dei frati Benedettini. Dal XV secolo in particolare, vide scemare gradualmente la sua efficienza per opera delle stesse autorità ecclesiastiche.

Soppresso come monastero da Papa Eugenio IV nel XV secolo, fu affidato più volte a Cardinali-Abati Commendatari. Nel 1797 fu venduto alla famiglia Gottarelli. Dell’antica chiesa restano solo la cripta e il campanile a vela, con una campana quattrocentesca.

 

Sala San Giovanni

L’ex chiesa di San Giovanni Battista in Via Verdi, edificio di pregio, ospitò funzioni religiose fino al 1960 per poi essere sconsacrata e divenire magazzino di mobili per i circa 20 anni successivi. Nel 1985 l’edificio venne acquistato dal Comune e sulla base di un progetto di restauro vennero eseguiti lavori, ultimati nel 1989, che la trasformarono in un’ampia sala polivalente denominata “Sala San Giovanni” ove vengono tuttora svolte conferenze, convegni, mostre d’arte ed assemblee di cittadini.

 

Chiesina dei Caduti

Opera dell’architetto riolese Francesco Bagnaresi, dedicata ai Caduti della prima Guerra Mondiale.

 

Parco Scattini

Con opera monumentale, intestata ad Arturo Scattini, Generale Comandante del Gruppo di Combattimento Friuli, che liberò Riolo l’11 Aprile 1945.

 

Redenzione

Nella Chiesa Prepositurale di San Giovanni Battista consacrata nel 1960 in corso Matteotti, oltre alle opere di notevole pregio trasferite dall’antica chiesa abbandonata (tra cui la “Via Crucis” di Angelo Biancini), è possibile ammirare dall’Aprile 1991 nell’abside,  il grandioso pannello di ceramica di metri 10x10, composto da 900 piastrelle di maiolica di cm. 33x33, realizzato dal pittore riolese Sante Ghinassi.

L’opera, indubbiamente senza precedenti, raffigura la Redenzione con ai lati diverse scene della vita di Gesù.

 

 

 

Parco della Memoria

Cuffiano, monumento e parco dedicato alla Brigata Ebraica che liberò Cuffiano e Monte Ghebbio l’11 Aprile 1945.

 

Parco delle 127 Giornate di Riolo

Sotto le antiche mura di Riolo è stato realizzato un Parco-Museo, ove sono esposte le sculture in bronzo del riolese Giovanni Bertozzi, in arte Bert, ispirate ai bozzetti che illustrano il libro di Leonida Costa “Le 127 Giornate di Riolo”.

 

Uniti Verso la Meta

Monumento agli Alpini, nel Parco-Parcheggio 1° Maggio. Opera del compianto scultore riolese Giovanni Bertozzi.

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